I KATA

NIKKENKAI-ROMA ha come obiettivo specifico l'accrescimento tecnico qualitativo-quantitativo dei propri praticanti di Nippon Kempo.

Per tale motivo, nel rispetto dei programmi federali, NIKKENKAI-ROMA promuove la valorizzazione, lo studio e la divulgazione  dei Kata di propria conoscenza praticati in Giappone dalle principali Associazioni giapponesi -RENMEI, KAI e KYOKAI- attribuendo ai Kata delle suddette associazioni pari rilievo, importanza e valore.

  Analogamente a quanto avviene per altre arti marziali del Sol Levante anche nella pratica del Nippon Kempo i KATA rivestono un ruolo centrale. Soke Sawayama, pur volendo totalmente innovare la pratica delle discipline da combattimento a mani nude, non è venuto meno a quelli che sono i principi delle arti marziali giapponesi che fondano lo studio delle stesse su tre pilastri che vengono comunemente indicati con le “3 K”:

Ø Kihon

Ø Kata

Ø Kumite.

    Tuttavia, alcuni elementi fondamentali permettono di caratterizzare in maniera inequivocabile i KATA del Nippon Kempo da quelli di altri stili. In primo luogo è possibile suddividere i KATA in:

  •  kata eseguiti singolarmente;
  •  kata a coppie;
  •  kata il cui svolgimento prevede che l' esecutore si confronti con 3 avversari.

E' proprio però nei KATA eseguiti singolarmente o, per meglio dire, in alcuni di loro che possiamo rintracciare quegli elementi di singolarità di cui parlavamo sopra.

Infatti alcuni di questi KATA prevedono l'esecuzione di più sequenze di attacco-parata-contrattacco in cui l' esecutore ricopre sia il ruolo di UKE che di TORI, sia cioè il ruolo di colui che attacca (aggressore) sia quello di colui che difende (aggredito) che pone in essere la reazione difensiva. Ciò vuol dire che in questi KATA la prima tecnica di ogni sequenza è costituita dall'attacco dal quale - con le tecniche successive - ci si difende; questo rende più facile l'esecuzione del bunkai e non lascia spazio ad interpretazioni personali, sviluppando al contempo nel praticante un interessante allenamento alla visualizzazione, indispensabile quest'ultima nel Tandoku Renshu, l'allenamento in solitario, tipico delle arti marziali giapponesi.

Al di là di quanto detto, noi ci discostiamo da coloro che ritengono ormai la pratica dei KATA superata o inutile; una costante pratica dei KATA aumenta sensibilmente l' equilibrio in movimento, implementa la tecnica base, aumenta la concentrazione, rafforza il corpo e lo spirito. Se ben eseguiti essi restano un cardine fondamentale della pratica; tuttavia, tutto quanto fin qui sostenuto non può prescindere dalla necessità di avere un buon insegnante che conosca i KATA nelle loro più recondite sfumature e che sia in grado di trasmetterli all'allievo con competenza e passione.